Red Velvet Cake: Come nasce?

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RED VELVET CAKE: tra mito, mistero e leggende metropolitane

 

Il Made in USA:  è sempre più in voga!

Oggi in maniera più evidente poiché è esplosa  una vera e propria passione per i dolci americani: cheesecake, maffins, cookies  ed i vari tipi di torte.

Tra quest’ultime  sicuramente merita un posto d’onore  la “Red Velvet Cake, Fascino cromatico, misteriose leggende metropolitane ma anche un passato storico poco conosciuto formano un mix quasi alchemico che la rendono ancora più appetibile!

=> Vedi le istruzioni di come si prepara la red velvet cake, clicca qui.

Tra mito e realtà

Esistono varie teorie sulla nascita e l’origine di questo dolce. detta anche “Torta Walford”,

o “Devil’s food cake” proprio per il riferimento  ad un colore rossastro .

Le più diffuse leggende metropolitane sono due.
La prima  narra che la “Red Velvet Cake”  venisse servita intorno agli  anni ‘20  del secolo scorso presso il ristorante del prestigioso  Walford Astoria  Hotel di New York e che una misteriosa donna l’abbia assaggiata e ne fosse rimasta particolarmente colpita.

Quindi rientrando, a  San Josè ,una cittadina a sud di San Francisco, dove viveva, si mise in contatto con il ristorante per avere dallo chef la ricetta della torta. La richiesta della signora venne

Red Velvet Cake

Red Velvet Cake

soddisfatta ma insieme alla ricetta arrivò anche un conto di ben 350$. La signora  sbigottita per l’accaduto si rivolse ad un legale perché riteneva l’importo da pagare esoso ed inadeguato ma l’avvocato pur comprendendo il disappunto della cliente le comunicò che doveva comunque farsi carico della soccombenza di tale spesa poiché unitamente alla richiesta di avere la ricetta non aveva chiesto anticipatamente se ci sarebbe stato o meno un costo da pagare per il servizio richiesto.

Dunque, la donna , per pareggiare il conto salato che aveva dovuto pagare pensò di trascrivere la ricetta su dei fogli di carta e poi una mattina salì su un  autobus e cominciò a distribuire a tutti i presenti la ricetta della “red velvet” e raccontò di come ne fosse venuta in possesso. Fu così che la torta divenne popolare.

La seconda fa riferimento ad un certo John Adams , la cui famiglia era titolare  dell’omonima società  di coloranti alimentari. Durante la Grande Depressione l’ azienda ebbe un crollo finanziario. John pensò, per risollevare le sorti della società, di far ricorso a dei manifesti che riproducevano una torta color cremisi che si poteva realizzare utilizzando il colorante alimentare rosso Adams e pensò di collocare gli stessi in tutti i negozi di generi alimentari del Midwest  promettendo di regalare la ricetta della torta a chi avesse acquistato due bottiglie del colorante.

Ma le sue origini sembrano risalire a molto tempo prima.

Infatti essa è molto diffusa e rinomata nei libri di cucina della comunità nera d’America. In particolare  modo nel Sud e nel Midwest. E’ il dolce per eccellenza che viene preparato in occasione  della festa di “Juneteenth”una ricorrenza che celebra la fine della schiavitù.

Il  1° Gennaio del 1863 il presidente  Abraham Lincoln firmò il “Proclama di Emancipazione” per rendere liberi ed emancipati tutti gli uomini ridotti in schiavitù. Gli effetti di questo provvedimento , però, ebbero risonanza soltanto qualche tempo dopo e precisamente il 19 Giugno 1865, due mesi dopo  la fine della guerra civile. Da allora gli ex schiavi ed i loro discendenti continuano a festeggiare  l’anniversario della loro libertà  il 19 Giugno di ogni anno con la festa di “Juneteenth”.

Durante questa ricorrenza oltre alla “red velvet”vengono portati anche altri cibi di colore rosso perché quest’ultimo simboleggia e il sangue versato durante la guerra civile e dagli schiavi.

 

Curiosità e “misteriose alchimie”

Si tratta di un dolce molto scenografico poiché  al taglio evidenzia un contrasto cromatico molto gradevole dato dal rosso dell’impasto, e dal bianco della crema di farcitura e copertura.

Il suo nome “velluto rosso”  deriva si dall’impiego del colorante rosso  nell’impasto che può assumere varie tonalità di rosso a seconda della quantità di colorante utilizzata .ma anche dal fatto che in alcune ricette viene utilizzato lo zucchero di canna che a volte veniva menzionato come “zucchero rosso”. Secondo alcune teorie il colore rosso della torta scaturirebbe da una reazione chimica tra il bicarbonato di sodio ed il cacao.

In realtà non è così!

La polvere di cacao contiene antocianine (pigmenti vegetali rossi) che diventano rossi in presenza di “acidi” e blu-verdi in presenza di “basi”. Quindi quando il cacao viene  miscelato con il  bicarbonato che è una base la consistenza cromatica che ne scaturirebbe sarebbe poco appetibile: marrone-grigio. Inoltre la quantità di antociani presenti nel cacao è molto piccola e qualsiasi variazione di colore è sovrastato dal marrone del cacao.
Il colore rosso marcato è dato senz’altro dal colorante rosso alimentare.

 

James Beard vero decano della cucina “stelle e strisce”  ed autore di “ American Cookery” del 1972  considerata la bibbia della cucina americana, sostiene  che il colore rosso scaturisce dalla presenza di colorante  poiché anche in presenza di elementi “acidi” come il latticello e l’aceto si produrrebbe una tonalità  bruno-rossastro.
Possibile che il cacao usato nel passato e specie quello olandese di cui si trova traccia di utilizzo  in alcune ricette, fosse meno alcalino di quelli attuali e magari la caratteristica rossastra fosse più accentuata.

Verità o  leggenda fatto sta che questo dolce divenne ben presto molto noto non solo nel sud ma in tutti gli Stati Uniti.

A testimoniare ancor di più la popolarità di questo dolce è addirittura la sua comparsa nel film “Fiori d’Acciaio del 1989  che vede tra i protagonisti  una  splendida Julia Robert, dove  il dolce nuziale è una red velvet  fatta a forma di un armadillo ed il fatto di essere diventata una “wedding cake” in occasione del matrimonio della cantante texana Jessica Simpson interprete di “I wanna .love you forever”.

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Adriana Spitaleri

Sono un’aspirante cake designer e per questo frequento dei corsi di specializzazione. Ho un’innata passione per la pasticceria ed il buon cibo. Sono quasi totalmente autodidatta ed ho sicuramente ancora tantissime cose da imparare ma l’impegno e l’entusiasmo non mancano! Da sempre mi piace realizzare dolci di ogni tipo e sperimentare tecniche di decorazione sempre diverse. Mi piace viaggiare e leggere e questo mi permette di approfondire gli argomenti di mio interesse tra cui la storia e le origini del cibo. E’ un mondo misterioso ed affascinante che ognuno di noi dovrebbe conoscere!

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